(ANS – Torino) – Il percorso espositivo del Museo Casa Don Bosco di Torino si arricchisce di un’importante testimonianza storico-artistica: il bozzetto preparatorio originale, dipinto da Tommaso Andrea Lorenzone (1824-1902), per la tela raffigurante la Sacra Famiglia, comunemente nota come il quadro di San Giuseppe. L’opera definitiva, datata 1872 e avente dimensioni di 4 metri d’altezza per 2 di larghezza, è collocata presso l’altare del transetto sinistro della Basilica di Maria Ausiliatrice.
Il prezioso studio pittorico, eseguito verosimilmente in una fase successiva al 1868, è stato recentemente inserito nella collezione permanente al primo piano del museo. La tela, individuata originariamente presso un mercato dell’usato da un acquirente privato e custodita fino a oggi all’interno di una collezione particolare, rappresenta un valore aggiunto per il patrimonio culturale di Valdocco e dell’intera Famiglia Salesiana. Questa novità si affianca a un altro importante studio già posseduto dall’istituzione: uno dei bozzetti realizzati dallo stesso Lorenzone per la monumentale pala d’altare di Maria Ausiliatrice.
Profilo biografico e artistico dell’autore
Tommaso Andrea Lorenzone si formò presso l’Accademia Albertina di Torino, dove si iscrisse nel 1838. Sotto la guida di maestri del calibro di Giovanni Battista Biscarra (1790-1851), l’artista sviluppò una cifra stilistica di matrice classicista, progressivamente arricchita da suggestioni romantiche.
La sua carriera espositiva iniziò alle rassegne annuali della Società Promotrice di Belle Arti di Torino e proseguì nei saloni dell’Accademia Albertina. Nel 1859, forte di una solida fama nel panorama pittorico torinese, Lorenzone scelse di abbandonare l’attività espositiva per dedicarsi interamente alle commissioni private e istituzionali. La sua produzione, capace di spaziare con disinvoltura tra la pittura di genere, la narrazione storica e la ritrattistica per l’aristocrazia, la borghesia e l’alto clero, trovò tuttavia il suo vertice nella tematica sacra, tanto che Don Bosco ebbe a scrivere nel 1875: “Lorenzone, la cui valentia, massime in opere di soggetto religioso, non abbisogna di parole per essere conosciuta”.
Il rapporto con Don Bosco e la genesi dell’opera
Il legame tra il pittore e Don Bosco fu profondo e sinergico. Lorenzone fu infatti l’artista scelto per la realizzazione della grande pala dell’altare maggiore dedicata a Maria Ausiliatrice. Per la tela di San Giuseppe del 1872, il processo creativo seguì la medesima dinamica di stretta collaborazione. Secondo quanto tramandato dalle fonti storiche e dalle note posteriori di don Fedele Giraudi, l’elaborazione iconografica nacque direttamente dalla volontà del committente: “Lo stesso don Bosco aveva dato al pittore il disegno della composizione simbolica da lui desiderata”.
Sebbene non vi siano documenti coevi a confermarlo formalmente, l’impianto dell’opera riflette i precisi dettami teologici del Santo, il quale visitò più volte lo studio del pittore per seguire l’avanzamento dei lavori e sollecitarne il compimento per l’opera di Maria Ausiliatrice. Sempre don Giraudi ricorda che: “Le figure sono tutte in primo piano perché Don Bosco, pur desiderando di onorare in modo speciale San Giuseppe, a cui l’altare è dedicato, volle che il quadro rappresentasse la Sacra Famiglia”.
Rispetto ad altre composizioni, nella tela del 1872 Lorenzone ampliò lo spazio nella parte inferiore del dipinto per inserire, con minuzia di dettagli, la stessa chiesa di Maria Ausiliatrice e l’ambiente circostante in cui sorgeva. L’efficacia di questa formula compositiva e lo studio delle figure principali rimasero un punto fermo nella tarda produzione dell’artista, che le ripropose quasi identiche in opere successive, come la Sacra Famiglia del 1899 conservata ad Asti.
La cronologia della conclusione della tela è documentata anche dall’epistolario. Don Bosco, trovandosi fuori Torino, scriveva a Don Rua: “Tra D. Cagliero e D. Savio pensate al quadro di S. Giuseppe che è presso al sig. Lorenzone finito, e non manca più che la cornice, poi si metta a posto”.
L’iconografia spirituale nelle parole di Don Bosco
In occasione della pubblicazione monografica successiva alla consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice, nel 1868, fu Don Bosco stesso a descrivere dettagliatamente la complessa struttura simbolica del dipinto, ancora non finito: “Nella crociera a sinistra avvi l’altare dedicato a s. Giuseppe. Il quadro del santo è lavoro dell’artista Tommaso Lorenzone. La composizione è simbolica. Il Salvatore è presentato in età fanciulesca nell’atto che porge un canestro di fiori alla santa Vergine quasi dicendo: flores mei, flores honoris et honestatis. L’Augusta sua Madre dice di offrirlo a s. Giuseppe suo sposo, affinché per mano di esso siano regalati ai fedeli che a mani levate li stanno attendendo. I fiori figurano le grazie che Gesù offre a Maria, mentre essa ne costituisce s. Giuseppe assoluto dispensiero, come appunto lo saluta Santa Chiesa: constituit eum dominum domus suae”.
L’identificazione e l’esposizione di questo bozzetto preparatorio costituiscono un momento di notevole rilievo per gli studi iconografici, artistici e storici sul patrimonio salesiano. L’iniziativa testimonia il costante impegno del Museo Casa Don Bosco nella tutela, nella ricerca scientifica e nella divulgazione della memoria artistica e culturale legata alla Congregazione Salesiana.
Dott.ssa Ana Martín García, Ph.D.
Coordinatrice Generale del Museo Casa Don Bosco di Torino
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